

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE DI STATO "DON LORENZO MILANI"
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Nell'individuare le finalità generali del Piano il Consiglio d'Istituto ha tenuto conto dalle più recenti direttive ministeriali in tema di Educazione alla salute che hanno introdotto, negli ultimi anni, un elemento di novità: l'integrazione degli interventi di Educazione alla salute con quelli mirati a contrastare i fenomeni di dispersione scolastica, in un complessivo progetto culturale e formativo della scuola.Tali interventi hanno il medesimo obiettivo: favorire il successo formativo degli allievi e qualificare l'offerta delle singole istituzioni scolastiche.
Il D.M.292/99 stabilisce che "occorre garantire lo sviluppo delle potenzialità di ogni alunno, la realizzazione del diritto alla piena scolarità e qualità dell'istruzione, della formazione e del recupero delle situazioni che possono determinare comportamenti a rischio, abbandono, dispersione".
Gli interventi di cui sopra, pur differenziandosi per modalità operative, strumenti o riferimenti normativi, devono integrarsi, come progetto unitario, nel complessivo piano dell'offerta formativa della scuola e trovare punti di ricaduta nel curricolo scolastico.
1. Principi guida del P.O.F.
I principi ai quali il Consiglio d’Istituto si è ispirato sono quelli indicati nel Rapporto all’Unesco della Commissione Internazionale sull'educazione nel XXI secolo.
A nostro avviso essi consentono di conferire unità ai Progetti compresi nel presente Piano, di garantire il successo scolastico agli allievi e di migliorare la qualità dell'offerta formativa del nostro Istituto.
L'assunto iniziale è che "l'educazione sia. non solo un processo continuo di miglioramento delle conoscenze e delle abilità, ma anche e forse soprattutto, un mezzo straordinario per produrre lo sviluppo personale e per costruire rapporti tra individui, gruppi e nazioni".
L'educazione, definita utopia necessaria, dovrebbe contribuire a costruire "un mondo che sia il luogo migliore in cui vivere, dove tutti avranno imparato a rispettare i diritti degli uomini e delle donne, a mostrare reciproca comprensione e a servirsi dei progressi necessari della conoscenza per promuovere lo sviluppo umano, anziché creare ulteriori distinzioni tra esseri umani".
Sottolineiamo la rilevanza di tali convinzioni, in un momento storico in cui le politiche dell'educazione vengono sottoposte ad aspra critica o relegate, per motivi economici e finanziari, all'ultimo posto.
Le istituzioni scolastiche hanno, invece, il dovere di concepire l'educazione come espressione d'amore per i bambini e i giovani che succederanno ad una generazione di adulti troppo inclini a concentrarsi sui loro problemi".
I progetti da costruire devono, altresì, proiettarsi in un futuro dominato dalla globalizzazione. Pertanto, si rende necessario definire alcune linee direttive che possano essere applicate sia in contesti nazionali, che su scala mondiale.
Il rapporto, ormai necessario, tra locale e globale determina disorientamento e tensione nell'individuo e l'educazione ha il dovere di affrontare questo problema.
"Essa, infatti, si colloca al centro dello sviluppo sia della persona, sia della comunità; il suo compito è quello di consentire a ciascuno di noi di sviluppare i propri talenti, realizzare le proprie potenzialità creative, compresa la responsabilità per la propria vita e il conseguimento dei nostri fini personali".
Ciò consente di superare ogni visione strumentale dell'educazione, intesa come processo che consente di conseguire abilità, capacità o potenzialità e di pervenire ad un'ottica formativa che ponga al proprio centro lo sviluppo della persona nella sua interezza, ovvero la persona che impara ad essere.
Ne è più sufficiente offrire agli allievi un bagaglio di conoscenze al quale possano attingere per il resto della loro vita: "ogni individuo deve essere messo in grado di cogliere ogni occasione per imparare nell'intero corso della sua esistenza, sia per ampliare le proprie conoscenze, abilità ed attitudini, sia per adattarsi ad un mondo mutevole, complesso e interdipendente".
I cardini di questa visione sono:
imparare a conoscere ( acquisire gli strumenti della comprensione)
Essi si traducono nei seguenti principi:
"Imparare per tutta la vita": il concetto di educazione permanente deve essere considerato una delle "chiavi d'ingresso nel ventunesimo secolo" e una risposta concreta alle sfide poste da un mondo in rapida evoluzione che esige un processo continuo di formazione dell'intera persona umana, sia per quanto riguarda le conoscenze e le competenze, sia rispetto alle facoltà e capacità critiche. Ciò si rende necessario per essere in grado di operare scelte autonome, responsabili e consapevoli e per poter affrontare situazione nuove e mutevoli nei diversi ambiti, personale, lavorativo e sociale. Il tempo d'apprendimento è ora l'intero corso della vita ma, condizione indispensabile per una formazione di lunga durata è la "capacità di imparare ad imparare" che la scuola deve garantire ad ogni alunno suscitando il desiderio, il gusto, il piacere dello apprendimento e del sapere, cercando di sviluppare un buon equilibrio tra l'acquisizione delle conoscenze e le competenze metodologiche che consentono di imparare da soli. Il concetto di educazione permanente conduce direttamente a quello di società educante, che comporta una maggiore collaborazione con le famiglie, con gli enti e le associazioni operanti sul territorio.
"Riconoscere valorizzare le diversità": in una società multietnica e multiculturale, in conseguenza della tensione e della inquietudine create dalla crescente interdipendenza tra locale e globale, uno dei compiti fondamentali dell'educazione è quello di promuovere la comprensione degli altri, basata sul rispetto per la diversità e il pluralismo, allo scopo di arricchirne la ricchezza umana. La scuola deve cercare di rendere gli individui coscienti delle proprie radici e, contemporaneamente, insegnare a conoscere, rispettare e stimare le altre culture e tradizioni. Occorre guardare oltre la propria esperienza immediata per accettare le differenze spirituali e culturali esistenti, come un patrimonio prezioso, interiorizzando i valori della solidarietà e della tolleranza, condizioni necessario per un'effettiva democrazia. Solo così l'educazione potrà trasformare la diversità in un fattore costruttivo di reciproca comprensione tra individui e gruppi.
"Promuovere le potenzialità di ciascuno": altro compito essenziale dell'educazione e dell'istruzione è quello di consentire a ciascuno, senza eccezioni, di sviluppare le proprie potenzialità per diventare una persona completa, in grado di cogliere tutte le occasioni per realizzare le proprie aspirazioni e valorizzare ogni opportunità per apprendere, migliorare la propria qualità della vita e continuare ad imparare. Offrire agli alunni percorsi adatti alle loro capacità e mettere a disposizione mezzi e strumenti per far emergere attitudini e inclinazioni, anche nascoste, ed ogni forma di talento e di originalità, potrà contribuire a ridurre il rischio dell'insuccesso scolastico, ad allontanare la sensazione di sentirsi esclusi e lasciati senza prospettive e a favorire l'integrazione nella società.
2. Obiettivi da conseguire e competenze da sviluppare
Gli obiettivi e le competenze che il Collegio docenti si prefigge di sviluppare negli allievi sono, pertanto, i seguenti: